Al fine di sgombrare il campo da ogni dubbio e di sottrarre all’arbitrio insito nella tradizione orale delle leggi, viene qui redatto l’infallibile metodo per decidere dove passare le serate in compagnia. Ovviamente il regolamento è aperto a suggerimenti, emendamenti e modifiche.
Modalità
I presenti alla serata partecipano a una conta, al termine della quale il sorteggiato deve scegliere il luogo ove recarsi.
Regolamento
- Conta: la conta viene effettuata sulla base di un numero, ottenuto per somma dei numeri “buttati” dai singoli partecipanti.
- Hanno diritto di partecipare alla conta TUTTI i presenti, compresi quelli (quello, in realtà) abitualmente privi di diritto di voto, gli ospiti, le guest star, i VIPs, et cetera.
- I numeri devono essere indicabili con una sola mano, quindi compresi tra 0 e 5. Buttare 0 non equivale all’astensione.
- La conta ha inizio dall’ultimo vincitore presente.
- Chi, per intrinseca merdaggine, non vuole partecipare alla democrazia e preferisce mantenere un ruolo passivo, non prende parte al getto del numero e dovrà astenersi anche dai successivi sorteggi.
- Proposta: la proposta effettuata dal sorteggiato deve riguardare un pub o similia, e, affinchè il gruppo vi si rechi, deve trovare l’appoggio di almeno un altro dei presenti.
- Proposte che riguardano iniziative culturali, concerti, sagre di paese, feste a sfondo politico, discoteche, balere, cinema e quant’altro non possono essere considerate e, per essere approvate, richiedono un altro iter.
- Non sono accettabili proposte di luoghi rispondenti alla definizione di pub, ma evidentemente fuori luogo per motivi stagionali o perchè totalmente alieni allo stile del gruppo.
- La proposta deve essere formulata in modo chiaro e non ambiguo: qualsiasi esitazione o formula vaga (e.g. “in centro”, “a Busto”, segnali tipo il timone) sono chiare indicazioni che persino il proponente si vergogna di questo posto, o teme di incorrere in pernacchie collettive. L’infrazione a questo comma è punibile con le modalità previste all’articolo 4.
- Esiste un tempo limite per formulare una proposta: tale tempo è pari a quello necessario affinchè uno dei tabagisti presenti fumi una sigaretta (circa 5 minuti).
- Il sorteggiato può avvalersi della facoltà di non rispondere, ma ciò sarà sanzionato come da articolo 4.
- E’ severamente vietato tentare di influenzare o corrompere il sorteggiato.
- Approvazione: una volta formulata correttamente una proposta, agli astanti viene richiesto di manifestare il proprio sostegno. E’ sufficiente l’approvazione di uno solo e, a quel punto, la proposta può ritenersi approvata.
- Qualora la proposta non incontrasse il favore di nessuno, si procederà a un nuovo sorteggio, con procedura analoga. Il sorteggiato non perde il diritto di voto.
- Una volta approvata la proposta, l’unico modo di sottrarsi è quello di tornare al proprio domicilio, dimostrando di averlo fatto con procedura da anonima sarda. La secessione, pratica in genere bene accolta e talvolta caldeggiata, rappresenterebbe in questo caso una forzatura priva di senso e non è permessa, pena sanzioni previste all’articolo 4.
- Non è previsto alcun diritto di veto. Non siamo mica l’ONU.
- Sanzioni: chi infrange le regole previste da questo codice è soggetto alla squalifica dalla conta per la serata corrente e riacquista il suo diritto di voto alla successiva uscita. Un caso particolare è costituito da chi si sottrae all’inesorabile meccanismo della democrazia e pratica la secessione, subirà la squalifica per la prima uscita successiva. Reiterate infrazioni non comportano ulteriori sanzioni se non l’infamante marchio di “merdone e banderuola”, ben più gravi di qualsiasi altra punizione.
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Ha già fallito una volta…
…e fallirà anche questa!!!
Cmq io di secondo nome faccio “ONU” per chi non lo sapesse…
Stimato Grandfather,
Vorrei innanzitutto ringraziarLa per il Suo minuzioso lavoro di trascrizione di una delle nostre gloriose tradizioni orali, con una completezza ed una precisione che denotano una lucidità tutt’altro che comune nelle persone della Sua età.
Ho letto attentamente la Sua bozza di regolamento, e intendo proporre una riflessione.
In particolare, il problema nasce dal comma 1 dell’articolo 2, ove si fa riferimento al fatto che alcune iniziative (ovvero qualsiasi cosa che non sia andare in un pub) richiedono un iter differente. E’ evidente che siamo in presenza di una vacatio legis, non essendo questo iter definito dal regolamento, né se ne trovano tracce nella tradizione orale.
La conseguenza è che quando ci si trova dal tabozzo, si è praticamente costretti ad andare un pub. Cosa che di solito va bene a tutti, me compreso, ma che ci chiude verso altre proposte (cinema e concerti in primis, ma non solo) potenzialmente altrettanto valide, e che non richiedono di essere organizzate con largo anticipo.
Pertanto, ritengo necessario modificare il regolamento in modo da comprendere anche queste situazioni, che necessitano secondo me di vincoli meno stringenti.
Per quanto riguarda invece il resto del regolamento, è mia intenzione proporre i seguenti emendamenti:
Abolizione dell’art.2 comma 2
Comma non solo inutile, ma anche potenzialmente dannoso. L’inutilità risiede nel fatto che proposte improbabili e stravaganti devono poi trovare qualcuno che le appoggi. E la ritengo una garanzia sufficiente. Ah, se solo avessi trovato qualcuno che voleva venire al villaggio vichingo…
Ma veniamo ai possibili danni: qualcuno si potrebbe appellare a questo comma per dire che, per motivi stagionali, la panchina non rientra nelle nostre possibili scelte. Vogliamo forse che ciò accada?
Un altro possibile danno è che in questo modo si va sempre nei soliti 3 locali. Mi sembra invece giusto lasciare spazio anche ad altre proposte: se qualcuno è stato in un bel pub non necessariamente identico a quelli che usiamo frequentare, e vuole proporlo al gruppo, non vedo perché debba sottostare a dei vincoli di stile non meglio definiti: si prova e basta! se non ci piace non si ritorna, ma bocciare a priori delle proposte non mi sembra una cosa intelligente.
Abolizione dell’art.2 comma 6
Spesso chi viene sorteggiato non ha idee, oppure necessita di un incoraggiamento. Qual è il problema?
Emendamento dell’art.2 comma 3
Il gesto del timone non è una formula vaga, nè indica un pub di cui ci si debba vergognare a proporlo (e non mi risulta siano mai arrivate pernacchie collettive, anzi ha sempre trovato qualcuno che lo appoggiasse). La stessa cosa si può dire del gesto che, fatto pronunciando la parola australian, indica il bar dei culi. Pertanto chiedo che tale formula venga eliminata.
Con simpatia e stima
Leo
Quod Omnes Tangit…
Esimio Leo, la ringrazio per il suo intervento, animato da uno spirito costruttivo e ben diverso da quello disfattista di alcuni individui che denigrano tradizioni a cui non hanno mai partecipato (anche perchè mentre gli altri fanno la conta, costui è ancora in mutande…).
Per quanto riguarda l’articolo 2.1, la clausola è stata messa con questo spirito: se, al momento, qualcuno propone di andare a un concerto che interessa parte del gruppo, mi sento di dire che i non interessati possono fare altro, ma se si va in un pub la secessione non ha molto senso. Siamo in 10, 5 al capitano e 5 all’australian??? Non ha senso. Quindi altre proposte seguono l’iter normale, non hanno bisogno della conta.
Il 2.2 era nel regolamento originario ed era una misura ad-hoc per evitare le “Biolle-fuori” a dicembre: ipotesi praticabile ad opera mia e del Tbz, ma temuta da molti. In effetti è una misura un pò restrittiva, da rivedere.
Il 2.6 è frutto dello stesso spirito che ha partorito l’idea della conta: se si iniziano dibattiti, trattative, discussioni, voti di scambio, non si finisce più e allora tanto vale fare come sempre.
Per il 2.3 provvederò a rimuovere l’esempio in questione, ma resta di fondo che non si possono fare proposte generiche (secondo me…)
Provvederò!
Ciao
A noi non piace la democrazia.
E poi da buon leghista io sono per la secessione!
Senza simpatia né tanto meno stima.
Broggia.
Amiche, amici,
ho riflettuto molto per quanto riguarda la riproposizione “amarcord” della magna charta. E’ evidente che la presenza di “linee guida” sia condizione necessaria affinchè si evitino situazioni spiacevoli e si faciliti il processo decisionale, ma è anche vero che, a distanza di tre anni, ci troviamo di fronte solo alla versione 1.1 della nostra personalissima costituzione. In un clima di profondi cambiamenti strutturali (a livello sociale e relazionale) del nostro gruppo, ritengo che questa riproposizione debba subire un upgrading a 2.0, includendo la rivoluzionaria possibilità di poter superare l’obsoleto concetto del “tutto insieme senza se e senza ma”. Non credo che sia sensato “vietare” che 5 persone vadano al pub del capitano e 5 al bar dei culi, per 2 ragioni: 1) sta al libero arbitrio decidere se secessionare oppure no; 2) i divieti fanno solo male alla nostra democrazia e portano all’inaridimento della qualità del gruppo stesso. Non è importante la secessione come evento in sè (e quindi andare al capitano o all’australian), ma ciò che ne consegue: poter andare in locali esotici, potersi relazionare con tutti i partecipanti (nel caso vi sia un gruppo ristretto) o poter conoscere gente nuova (nel caso qualcuno interno al gruppo si interfacci anche con alte realtà).
In veste di senior del gruppo mi sento in dovere di rimproverare il gruppo (me compreso) di scarsa comunicabilità, quasi radente livelli infimi. Reputo inconcepibile, anche alla luce di mie personali esperienze non strettamente legate al mondo del lavoro, la presenza di insormontabili “barriere all’ingresso” per chi si approccia per la prima volta al gruppo (anche se compensate da bassissime barriere all’uscita…), comportamenti più da branco che da gruppo. Sprono tutti coloro che si sentono tirati in causa da queste dichiarazioni a liberarsi dall’insignificante spirito autoreferenziale e, forse, autoconservatore che li pervade.
Capisco che questo tipo di mentalità sia talmente radicata che pare immodificabile, ma almeno la puntualizzo, per una volta. Perchè dopo 12 anni di esperienze condivise mi sento in dovere di far presente cose che non verrebbero mai a galla in una conversazione, soprattutto perchè credo ancora fortemente nell’ormai celebre “noi tifiamo per noi”, anche se sono sicuro che qualcuno mi riterrà un menzoniero.
Parliamone,
il Mante
Condivido la prima parte.
La seconda non l’ho mica capita…
Diciamo che è un po’ la scoperta dell’acqua calda, questo discorso tra di noi ce lo siamo già fatto mille volte.. però mi pareva che qualche passettino avanti l’avessimo fatto, diciamo da quando abbiamo provato sensazioni nuove tipo l’inferiorità numerica.. o mi sbaglio? Certo lavoro da fare ce n’è però abbiamo imboccato la strada giusta secondo me..
Per quanto riguarda la secessione confermo quella che è sempre stata la mia idea, ovvero che è una cagata pazzesca!! personalmente il weekend per me vuol dire uscire e vedere i miei amici, possibilmente tutti, visto che in settimana ognuno ha il suo lavoro.. alla fine chissenefrega (tuttoattaccato) del posto in cui si va, a me interessa chi ci viene..
Si ma le personcine orribili possono anche non venire!!!!
eheh!!!!!
Suvvia, qua si scherza… Sta magnacharta era un modo per formalizzare una tradizione tutt’ora in voga e, secondo me, tutt’ora efficiente. Un modo simpatico di prendere le decisioni e nulla più.
Continuo a pensare che una secessione del tipo 5 in un pub, 5 in un altro sia una cosa demenziale per diversi motivi: la posso capire per una coppia rispetto al gruppo, ma in altro modo no. Ciò non esclude che si possa anche andare in posti diversi dal solito (sempre tipo pub) o fare altre cose: non succederà spesso, ma succede, e lì mi sembra scontato che uno abbia tutto il diritto di fare altro se la proposta non è di suo gradimento. Mi associo a Carletto quando dice che è bello rivedersi tutti almeno nel fine settimana, soprattutto adesso che è finita (per molti) l’epoca aurea dei viaggi in treno in compagnia e dell’università.
Per il resto, sono discorsi fatti più volte: io vedo evoluzioni positive.
Wow! che post impegnati.. mi ci metto anch’io!
Sinceramente in parte mi trovo d’accordo con il mante: mi pare che l’attuale situazione (quanto a numerosità del gruppo) porti spesso a delle difficoltà di organizzazione e ad una ripetitività delle uscite. Non sempre il fatto di essere tutti insieme ha dei lati positivi!
Però almeno una volta alla settimana mi fa molto piacere stare tutti assieme.
La soluzione è organizzare più spesso uscite che esulino dal concetto espresso dalla magna charta, ma che coivolgano discoteche, concerti, etc.
Sperando di aver dato un approccio costruttivo.
@ Jimmy: non l’hai dato…
Ma com’è che da una roba farlocca e stupida quale voleva essere il mio post ne è uscita una discussione sui massimi sistemi? L’avessi saputo non avrei dato retta a Carletto che mi chiedeva di scrivere sta stronzata…
Nooooooooooooooo che dici!!!
Qui c’e’ del divertentismo sopraffino!!!!!
W Ciccio!!!!
Pur non essendo tra i soci fondatori, mi permetto di intervenire a riguardo e lo faccio con poche parole in favore del nonno che non ha aperto il post animato da questo spirito.
La Magna Charta non voleva essere un testo di legge, ma un riepilogo delle norme consuetudinarie.
L’apporto di novità deve essere graduale. Non è il caso di mandare in pensione le vecchie abitudini, che non hanno mai dato problemi per quanto ne so io, per un’esigenza di rinnovamento apparentemente ingiustificata. O se proprio un cambiamento ci deve essere, non è certo in quest’ambito. Se il problema è stato identificato nelle barriere all’interno, non sarà una modifica dello statuto a risolverlo.
Secondo me era giusto dare una risposta al mante che aveva affrontato un tema da sempre spinoso.
Non mi sembra un problema se qualche volta si fanno discussioni “serie” sul blog.
Non è un problema, ma intristite l’autore.
d’altra parte l’autore è fermamente convinto che faccia tutto schifo ( e come dargli torto) , per cui non penso si possa intristire solo perchè travisiamo un suo post
@carletto:
Per quanto riguarda la “scoperta dell’acqua calda”, in realtà sono andato (forse in modo un pò sottile) oltre ai soliti discorsi. A parte che di passettini in avanti, personalmente, non ne vedo, anche perchè l’inferiorità munerica ha dovuto soffrire in silenzio per lungo/troppo tempo, e un anno di attesa per potersi considerare membri di un gruppo di persone non mi sembra una cosa di cui vantarsi. Personalmente ho contribuito anch’io a non migliorare la situazione a causa di defezioni più o meno volute. Forse non ti sei mai accorto che ci sono persone che hanno sofferto e soffrono a causa dell’impossibilità di riuscire a completare un embrionale discorso con chi, invece, fiero del proprio status quo, reputa inutile rivolgere il proprio sguardo a chi non ne è degno. E sono le stesse persone che il fine settimana siedono al nostro fianco, rimangono più o meno silenti, si ritrovano vacanti nell’indifferenza collettiva e ascoltano discorsi prevalentemente criptati ed incomprensibili.
Per quanto riguarda l’altro punto (la secessione), la tua è una demagogica filippica. Prendi l’esempio di settimana scorsa: la mia presenza (o la tua, a seconda dei punti di vista) è stata del tutto inutile, visto che nn ci siamo quasi rivolti parola, visti i contingenti limiti legati all’altezza del volume della musica. Esistono, quindi, delle situazioni per cui l’eccessivo numero di persone nn da alcun valore aggiunto alla qualità del gruppo.
@Arianna
La critica costruttiva che ho innescato non è legata alla magna charta, ma ho semplicemente preso lo spunto per esprimere un concetto che ho in mente da un pò di tempo e che non ho mai avuto la possibilità di esprimere. Il “rinnovamento” non deve essere emendato, bensì dovrebbe scaturire automaticamente da una progressiva evoluzione di noi stessi. Se nessuno di voi percepisce quello che percepisco io significa che, evidentemente, abbiamo “esigenze” diverse. C’è chi si accontenta di fare ogni fine settimana la stessa cosa in compagnia dei soliti evergreen, e chi no.
Io sono con ciccio e carletto, la secessione non mi trova assolutamente d’accordo
Sapete che sono il primo a voler fare qualcosa di diverso(concerti,tarta,altracaz.etc..)
ma se ci si trova in gallarate o paesi limitrofi non vedo perchè andare in due pub diversi
L’unico problema di sabato scorso era il LIQUID, trooooppppo scarso!!!
Una volta era giusto provare ad andarci, ma il risultato è stato pessimo
Un solo grido dalla curva: AUSTRALIAN!!!AUSTRALIAN!!!!
Uff… ma sono l’unica ragazza che interviene qua?
Dietro richiesta del nonno ho voluto ribadire lo spirito del post, ma questo non vuol dire negare il problema, che in effetti a volte si avverte. Devo ammettere però che ci sono stati dei cambiamenti rispetto a un anno fa, non so se dovuto a “una progressiva evoluzione di voi stessi”, all’apertura dimostrata dall’altra parte o ad un reciproco venirsi incontro. Ma fin qui ci siamo, direi che non ho molto da aggiungere.
Per il fatto del fine settimana in compagnia dei soliti evergreen… se non mi va, esco con altre persone.
La secessione davvero non mi trova d’accordo. Mi porterebbe a passare il fine settimana con pochi evergreen, mentre altri pochi sono da un’altra parte, ma sempre dei soliti evergreen si tratta, anche se in numero inferiore.
Cara Ari, intervengo io.
Anche se in una posizione forse più felice (…) rispetto ad altre rappresentanti del gentil senso.
Io esco con questi evergreen ormai da svariato tempo,assiduamente da 1 anno e mezzo e saltuariamente da quasi 3.
Posso portare sul banco dei testimoni la mia parca esperienza di “compagnie” passate.
E potrà anche sembrarvi un discorso riduttivo e banale,ma obiettivamente in una compagnia (sia essa composta principalmente da maschi o sia essa promiscua) non è che si fan cose pazzesche tutte le sante sere. In passato io son stata capace di uscire e poi ritrovarmi a guardare addosso a 5 stronzi che giocavano alla playstation. Per parecchie volte di fila.
Oppure mi son ritrovata ad andare TUTTE le sere a ballare..si,bello…ma avevo 16 anni. Adesso potrei non sopravvivere.
Il discorso forse è anche quello.
Ci si evolve, si da importanza alle piccole cose: mi par di capire che siamo tutti concordi sul fatto che la secessione è una boiata pazzesca perchè il nostro uscire implica il nostro voler vedersi.
Do ragione all’Ari quando dice che se a qualcuno qualche volta non va quello che viene proposto,fa altro. Punto. Semplice.
In merito alle barriere all’ingresso,anche qui..davvero la mia posizione è più felice: essendo io dotata di organi maschili,non ne ho praticamente trovate, ed essendo io molto faccia di merda,conquisto sfacciatamente i miei spazi,a costo di sembrare arrogante ed invadente. Ma mi rendo conto che non tutti ragionano come me.
Ma mi sento di difendere carletto,perchè da dentro e soprattutto da donna, i miglioramenti li ho visti.
Ovvio, non sono stati cambiamenti radicali, ma a me paiono costanti.
Bene questo è il mio pensiero,volevo contribuire.
Sempre Vostra fra1.0 | WWB | la sorella di mario
Grazie Fra per il sostegno.
Davvero, tutto questo disfattismo non porta a nulla.
Mi sento esclusa da una conversazione sul fantacalcio tanto quanto altri lo siano da una su “Come d’incanto” o gli acquisti durante i saldi o amici dell’università che in tutto il gruppo conosciamo in 3.
E’ normale sentirsi un po’ tagliati fuori da alcuni discorsi, ma sinceramente non sento la mancanza delle leggi fisiche o delle pessime partite di basket a cui ormai siete condannati.
Quindi sì, sarà che anche io sono molto faccia di merda, quindi non mi faccio frenare da quelli più riservati, ma se non mi divertissi non uscirei con voi.
Ora, posto che sono sempre pronta a fare qualcosa di diverso, è pur vero, come diceva la Fra, che le altre compagnie non si danno alla pazza gioia tutte le sere. Il problema non è uscire sempre nei soliti posti con le solite persone, finché ci si diverte con poco, il problema sarebbe se non si avesse niente da dirsi e per divertirsi si fosse costretti a ricorrere sempre alle seratone.
sinceramente..si..non nego ci siano queste famose “barriere all’entrata”..ma alla fine non è una situazione così tragica..se lo fosse stato non avrei continuato e continuerei tutt’ora ad uscire in vostra compagnia..se non mi stavano bene le cose me ne sarei già andata..ma invece mi trovo bene con voi, mi diverto e continuo ad uscire..
mi spiace che questo post nato con ben altre intenzioni sia un po’ diciamo “degenerato” in questa direzione..ma forse è stata solo presa l’occasione x diffondere alla comunità questa cosa..
concordo pienamente nel dire che la secessione è una gran stronzata..soprattutto ora, che come ben detto da ciccio, gli incontri in settimana sono molto meno frequenti di prima..e non mi pare che così non ci si diverta..anche se è sempre bello x spezzare un po’ la monotonia fare ogni tanto qcosa di diverso dall’andare a bere qcosa in un pub..
Cerco di rendervi partecipi di tutto quello che mi ha portato a pensare le cose che avete letto e che, giustamente, avete interpretato in maniera diversa rispetto a quello che volevo trasmettervi.
Le prime avvisaglie di un certo malumore in fatto di “integrazione” mi sono state riferite, per cui non le ho “vissute” direttamente. È arrivata l’estate, ho cominciato a lavorare e vivere lontano da qui e la mia presenza alle uscite è inevitabilmente diminuita. Poi è arrivata quella tegola micidiale del mio occhio, che mi ha costretto agli “arresti domiciliari” per un po’ di tempo. La cosa è passata abbastanza in sordina e, facendo le 3 doverose eccezioni, mi sono sentito veramente tradito dai miei decennali amici: “Ma come?! – mi dicevo – Rischio seriamente di perdere la vista da un occhio, e c’è chi non mi manda neppure un messaggio, una telefonatina, per chiedermi come sto, quando ritorno, non-ti-preoccupare-che-andrà-tutto-bene…”. Zero… con una meteora in una notte nuvolosa. Al che ho cominciato a pormi delle domande, a cercare di trovare una risposta a tutto ciò, e sono giunto alla conclusione che le mie defezioni in tempi non sospetti devono aver cambiato completamente il gruppo nel quale ero cresciuto, che è bastato non partecipare a qualche uscita per entrare nel fantastico limbo dei “presenti assenti”, di quelli che, anche se non ci sono, non importa, tanto non contribuiscono alla nostra autoconservazione. Ho sbagliato a non affrontare questo discorso all’epoca, ma spesso non me la sentivo di uscire con “il gruppo”, tanto, “cazzo glie ne frega di quello che ho penato? Cazzo glie ne frega di me?” Preferendo, dunque, la solitudine alla compagnia abituale, ho avuto la fortuna (o forse me la sono cercata) di entrare in contatto con altra gente, altre persone con background molto diverso dal mio, e con estrema semplicità mi sono integrato. Contemporaneamente Carla si è trasferita in casa di suo fratello, un cantiere che ha impiegato diversi mesi prima di poter essere chiamato casa, per cui le sue esigenze nei fine settimana a stare dietro alle faccende domestiche, cosa abbastanza estranea a noi “bambaccioni”, non sono assolutamente trascurabili. Dopo una settimana di lavoro duro e stressante, dover pulire casa, farsi la cena, lavare, stirare, riordinare non è una cosa da poco. Aggiungendo anche svariati impegni di lavoro, spesso anche improvvisi, che mi hanno costretto a rinunciare a uscire ho perso un po’ il bandolo della matassa e le mie presenze si sono ridotte. Ora come ora, alla luce di tutto ciò, corregendo il tiro e parlando esclusivamente di me (non voglio tirare in ballo anche altre persone), ritengo che sia indiscutibile che ora il gruppo “allargato” abbia trovato una sua armonia e stabilità, dimostrata da tutta una serie di iniziative, amicizie, blog, et cetera, per cui si va molto oltre a “un passo in avanti”. Le mie considerazioni le ho rese note ora perchè, a bocce ferme e a freddo, pensavo fosse più semplice prendere atto di tutta una serie di comportamenti e prendere atto di ciò che è stato. Ammetto che senza questa prefazione il discorso fosse abbastanza criptico, spero di aver sciolto ogni dubbio soprattutto a chi si domanda “Che cazzo vuole questo qui che non c’è mai”. Il fatto che ho avuto personali esperienze nell’interfacciarmi con nuove realtà con esiti insperati mi ha spinto, in maniera propositiva, a smuovere un comportamento diffuso di chiusura verso “il diverso”. I passi in avanti spero di vederli nel momento in cui entreranno nuove persone.
Tutto ciò lo rendo noto proprio perché 12 anni di esperienze comuni non si dimenticano dall’oggi al domani, e se dico certe cose lo faccio perché ci tengo al gruppo. È vero che le amicizie vanno coltivate, ma è anche vero che non è possibile essere ghettizzati!
Il discorso della magna charta è interamente trascurabile, pura minuziosa precisione. Tanto quello che proponevo già avviene, in separata sede.
Bene.. posso dire che fino a prima di questo intervento non avevo capito un cassio di quello che volevi veramente dire, ora le cose sono più chiare.. Innanzi tutto, per quanto riguarda la vicenda dell’occhio, mi metto a buon diritto fra i merdoni che non ti hanno cagato molto, fatta eccezione per un paio di sms per sapere come era andata l’operazione. Non so, forse perchè non avevo dato il giusto peso alla cosa o perchè avevo altro a cui pensare non mi sono posto il problema di come potessi stare tu.. e visto che dovrebbe essere proprio in questi casi che gli amici ti aiutano mi sa che ti devo proprio chiedere scusa. Anzi, la cosa di cui più mi pento è non avertela chiesta prima, visto che già sapevo che ci eri rimasto male per questa vicenda.. quindi anche se adesso sembra un pò patetico e forse è anche inutile (visto che ho aspettato che tu ti lamentassi per cercare di rimediare) ti chiedo scusa.
).. ok, non è un vanto che ci sia voluto tanto tempo però tutte le comapagnie hanno qualche difetto (in questo concordo con la fra, ho visto ben di peggio) e soporattutto con un po’ di impegno penso si possa anche migliorare. In questo senso tutta questa discussione può essere d’aiuto, se non altro per pensarci un po’.. l’importante è farlo cercando sempre di vedere le cose in maniera un po’ ottimistica e costruttiva, come motivo di discussione libera e serena e non di condanna, se no non si va da nessuna parte.
A questo punto la faccenda delle alte barriere in ingresso è tutto un altro discorso, che c’entra poco con questo e per il quale confermo quello che ho già detto in un mio intervento precedente.. fra l’altro anche io mi trovo a dover inserire una persona nuova nel gruppo e mi rendo conto non sia facilissimo, però sono fiducioso e cerco di vedere le cose in maniera positiva.. ci vorrà magari un po’ di tempo ma visto che non ho a che fare con gente stupida confido nel fatto che le cose possano andare bene. Del resto anche quando io sono entrato in questo gruppo ci ho messo un po’ ad ambientarmi, nonostante i 5 anni di liceo insieme.. però a furia di essere presente, di rompere il cassio a sega per andare da gimmy/tbz con una macchina sola, ecc ecc e soprattutto dopo aver vissuto un po’ di esperienze insieme, come compagnia, di cui poter parlare e ridere nelle sere successive, mi sono integrato (forse forse ho anche il diritto di voto
Caro Carlo, non nascondo che provavo un certo risentimento, anche se ritengo che il tutto fosse nato, comunque, da una in-buona-fede mancanza di sensibilità non solo dei “singoli”, ma del gruppo visto come unità pensante. Non posso esimermi dal tendere a mia volta la mano verso la tua, non per pietà (vista la pubblica gogna…) ma perchè preferisco avere un amico in più piuttosto che un amico in meno (la notte porta sempre consiglio… qualcuno sa perchè). Mi scuso con te se nel precedente commento ho usato termini un pò forti, ma questa cosa, in fondo, un pò mi logorava. Ora mi sento di dire che sono più sereno.
Stupidamente ho espresso un pensiero in modo un pò confuso generalizzando una problematica (che cmq c’è) anzichè andare direttamente al problema. Più che barriere all’ingresso è giusto parlare di barriere all’uscita (molto più basse e fregili) con conseguente ed inevitabile ritorno alle barriere all’ingresso. L’indifferenza (se così vogliamo chiamarla) che un paio di mesi fa (ora un pò meno, se devo essere onesto) pecepivo nei miei confronti è la stessa di quella che una persona estranea al gruppo proverebbe ai primi approcci. Concordo pienamente sul fatto che le amicizie vanno coltivate, che per mantenere un rapporto profondo occorre la quotidianità, ma d’altra parte penso che tanto un estraneo non lo sono, che una persona in più porta sempre un valore aggiunto (a meno che non sia una pianta grassa, o guidi una macchina media), e che un sano rapporto tra amici che si vedono una volta ogni 1-2 settimane e si racontano e confrontano in virtù delle differenti esperienze vissute sia la cosa più normale che possa avvenire. Non credo che di argomenti comuni non ne abbiamo più (sto usando il “tu” impersonale), e poi non dimentichiamoci che ci sono sempre le continue figure di merda di Billo da raccontare…
sicuramente questa spiegazione è servita a chiarire meglio la situazione..la cosa migliore credo cmq sia parlarne di persona..non deve essere uno “scontro” ma un “incontro” x crescere ed esporre le pr opinioni..è inutile che rimangano incomprensioni x’ sarebbe un vero peccato rovinare l’armonia del gruppo..anzi..può uscirne + rafforzato di prima..
wow..che pensieri profondi…mi faccio paura da sola!!..:-))…
Carletto, se sei a conoscenza di nuove figure di merda di Billo, ti prego di non tacere e di condividerle.
L’amicizia del resto si vede da questi piccoli gesti.
ciao ragazzi…ho saputo solo oggi della discussione..e mi permetto di inserire qualche considerazione…
tra le fanciulle sono quella ke vi conosce (parliamo del gruppo storico) da + tempo…5 anni di liceo..5 di università..e questi 2…
Caratterialmente sono probabilmente molto + “timida” se vogliamo metterla così rispetto Fra o Ari…ed è anke vero ke eravamo tutti più piccoli..però.io ho fatto parekkia fatica ad inserirmi e ad andare daccordo con voi…anzi..a dirla tutta …la mia amicizia con la maggior parte di voi risale agli ultimi anni di università..dopo periodi di semi-odio e incomprensione.
(Non dico nulla sulla difficoltà di portare gente in compagnia..c’ho provato…2 volte ke Fil , il mio collega - esce con noi..e ancora mi chiedete chi sia….ok è un uomo..è fidanzato..ma..non è una merda!!! …nonchè una persona ke normalmente si inserisce senza problemi….)
Mi trovo sostanzialmente concorde col Mante….
anche io..per diversi motivi ultimamente ho latitato parecchio…pur considerandovi sempre la “mia compagnia” ..
Dietro a queste latitanze…c’è stato un ultimo anno e mezzo di merda..dal punto di vista familiare e non..e spesso piuttosto ke uscire col gruppone ,la sera, preferivo starmene a casa non dico a piangermi addosso..ma cmq a starmene nel mio angolino…e questo perchè cmq so che con voi mi trovo benissimo quando ho voglia di ridere e scherzare..ma non quando ho problemi.
Questo perchè sostanzialmente..è come se con molti di “noi” non si andasse mai oltre allo scherzo..alla presa x il culo costante..ma poi..di parlare seriamente..no…nn funziona..e la sensazione che mi ritornava era esattamente del “non gliene frega niente di me”.
Certo so ke il mio carattere nn aiuta..ma..nn lo so, mi ha fatto strano in questi mesi, i miei amici, o meglio quelli che io consideravo i miei amici di sempre…erano quelli ke alla fine nn sapevano niente di me..e ke nn mi kiedevano mai come stavo o xk nn c’ero (a parte alcune eccezioni..e persone ke ho rivalutato un sacco che invece si sono fatte sentire parecchio).
Non vi sto accusando ne kiedendo conto di nulla…è solo una riflessione in base a quello ke ho letto sopra..certo io me ne sono andata in un certo senso..ma..davero non c’è poi sta gran difficoltà nello sparire dal gruppo (e neanche nel tornarci dopo..questo lo ammetto).
Cmq.Niente..tutto lo sproloqui solo x dire che..mi ha fatto pensare che..persone che ho conosciuto per lavoro o in altre situazioni..in questi mesi..mi siano state molto vicine..sapendo praticamente tutto di quello ke mi succedeva..cercando di trascinarmi fuori..quasi con la forza..mentre …x ki mi conosceva da + tempo..sono stata quasi invisibile..se nn x le solite battute e i soliti scherzi…
senza polemiche..
un bacio
(p.s miky…scusa..so ke massacro l’italiano con le mie abbreviazioni..sopporta x stavolta).